Le Politiche sulla sicurezza della Destra si accinge ad assumere una veste di radicalità. Tali politiche hanno un significato soltanto propagandistico che fa leva sulle paure della gente, che percepisce, dalle informazioni dei mass-media, uno stato di pericolo imminente, dovuto alla presenza di stranieri, con culture e religione diverse e che sul suolo italiano ci depreda con mezzi legali ed illegali. Questo è assolutamente falso: una coscienza civile d’integrazione, in Italia, ci rende ancora il paese europeo al di sotto della media statistica per fatti di criminalità. La stampa rincorre continuamente notizie che fanno cronaca sugli immigrati clandestini. Nonostante l’accanimento giornalistico, tuttavia, sono cittadini italiani quelli che detengono il primato mediatico degli omicidi eccellenti. Le violenze avvengono spesso tra le mura domestiche ed il più delle volte non vengono nemmeno denunciate, se non quando avvengono questo tipo di omicidi d’interesse mediatico.
Le politiche della Destra Radicale hanno l’obiettivo di discriminare tutte le persone più deboli (e gli immigrati sono tra questi), innescando “guerre tra poveri”. Il principio di questa propaganda si riassume nell’espressione “divide et impera”, “dividi e domina”, ovvero mantieni il potere disgregando e dividendo quelle popolazioni che avrebbero tutto da guadagnarci nel mettersi insieme. In quest’ottica, la normativa vigente ( Bossi-Fini ) prevedendo che il migrante può arrivare nel nostro paese solo se ha preventivamente stipulato un contratto di lavoro, specula sui migranti mantenendoli in una condizione di clandestinità obbligata, dandogli uno statuto di illegalità che li espone ad ogni forma di razzismo organizzato da partiti come la Lega Nord, speculando sulle condizioni di tanti cittadini italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese, allo stesso tempo, li trasforma, in queste condizioni di ricatto e sfruttamento, in una merce, uno strumento di lavoro nelle mani dei caporalati edili del Nord o di quanti hanno bisogno di manodopera a basso costo.
La strategia “divide et impera” non si rivolge soltanto nei confronti degli immigrati, ma riguarda anche tutte le nostre popolazioni più deboli, come i tossicodipendenti. In questo ambito, la Destra Radicale affonda le proprie unghia, avendo varato a suo tempo la Fini-Giovanardi, una legge repressiva basato sull’inasprimento delle pene sul consumo di droghe leggere e sullo spaccio in generale, spostando il problema scientifico del recupero in materia di tossicodipendenze sul terreno della discriminazione politico-ideologica nei confronti dei tossicodipendenti, trascurando, ad esempio, un serio intervento sui morti e le dipendenze da alcol. E’ così per le proposte elettorali di Fini di castrazione chimica dei pedofili e lavori forzati per i detenuti.
Il nostro è un paese che ha l’industria della criminalità: ci sono ben tre organizzazioni internazionali – la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta – che si occupano di droga, prostituzione, riciclaggio del denaro sporco, contrabbando internazionale di armi, ecc. Le recenti vicende della spazzatura a Napoli mostrano come, persino nelle attività di stoccaggio di rifiuti sono presenti queste organizzazioni.
Il problema sicurezza non riguarda, dunque, il singolo immigrato che viene a delinquere in Italia, semmai, riguarda la manovalanza che le mafie riescono a reperire, non più soltanto nei quartieri degradati di Napoli, Palermo, Roma, Milano, ma anche nei traffici di persone clandestine che, a causa della povertà nei loro paesi d’origine, sbarcano in Sicilia o in altre parti d’Italia. La maggior parte delle volte, questi sbarchi clandestini sono organizzati attraverso le mafie italiane, in collaborazioni ad altre organizzazioni locali nei paesi stranieri.
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6.1% sul PIL, pagano 1.87 miliardi di euro di tasse. Sono donne e uomini che hanno il diritto ad una vita dignitosa, lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti.
I migranti sono persone che lasciano il loro paese e gli affetti per cercare e costruire speranza. Speranza che e’ loro negata da un sistema economico mondiale che si poggia sulla guerra, produce povertà, disuguaglianze e devastazioni ambientali. Affrontano viaggi lunghissimi mettendosi nelle mani di organizzazioni criminali che profittano della loro condizione e, molto spesso, arrivano cadaveri a destinazione.
Il popolo delle libertà, affronta la questione immigrazione nel capitolo della sicurezza e della lotta al terrorismo, conferma la Bossi-Fini , propone l’apertura di nuovi centri di permanenza temporanea (contro il principio costituzionale che nessuno può essere carcerato senza aver commesso reati) rifiuta nuove sanatorie per i clandestini.
Anche il partito democratico considera l’immigrazione una questione di sicurezza, avendo fatto pressione per approvare un pacchetto sicurezza che prevede l’espulsione di cittadini stranieri solo se sospettati di pericolosità o perché poveri.
Il peso della Sinistra Arcobaleno è determinante nel rendere il PD meno offensivo nelle politiche sulla sicurezza.
La sinistra pensa che i migranti siano persone da rispettare in quanto esseri umani come noi, da accogliere in quanto portatori di culture e con cui convivere, e dialogare per una ricchezza culturale futura
La sinistra propone l’abrogazione della Bossi-Fini sostituendola con una nuova normativa che recida il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, favorisca gli ingressi legali, per la ricerca di lavoro, la regolarizzazione di ogni migrante che denunci la propria condizione di lavoro nero, oltre alla costruzione di meccanismi di regolarizzazione permanente, la chiusura dei CPT, il diritto di voto, il diritto d’asilo e una nuova legge sulla cittadinanza che introduca il principio dello jus soli (cittadinanza italiana per chi nasce in Italia, diritto a conservare la cittadinanza d’origine) e riduca drasticamente i tempi per gli adulti.
La sinistra pensa che il migrante e’, innanzitutto, una persona poi un lavoratore e che i processi di inclusione e di cittadinanza siano la condizione fondamentale per la sicurezza di tutte e tutti.
2 Risposte a “CONVIVENZA, INCLUSIONE, CITTADINANZA”